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CHIRURGIA NON ABLATIVA

[Componente di FrontPage Salva risultati] Come dice il nome stesso si tratta di lesioni giallastre (xantos=giallo) che tendono ad invadere sia le palpebre superiori, sia le inferiori sia il contorno occhi. Diversamente da quanto si crede non esiste una correlazione tra xantelasmi e alti valori di colesterolo nel sangue. Trattate con la classica chirurgia, queste formazioni giallastre, tendono a recidivare, presentando una serie di inconvenienti post operatori che, anche se minimi, creano disagio e preoccupazione sia al paziente sia al chirurgo.
La Chirurgia non Ablativa mediante FELC, agisce per sublimazione ed evita qualsiasi tipo di complicanza o di effetto collaterale indesiderato. Per eseguire l’intervento di chirurgia non ablativa, non serve applicare creme anestetiche. La parte trattata deve essere detersa delicatamente dopo ogni passaggio di FELC. Non si avrà mai sanguinamento e quindi nessun tipo di cicatrice.
I risultati sono eccellenti e senza effetti indesiderati o complicanze a patto che l’operatore osservi le più elementari norme di prudenza.
[Componente di FrontPage Salva risultati] LIFTING SENZA CHIRURGIA - Il neck lifting (lifting del collo) - Cute rilassata del collo, trattata in una sola seduta di Soft Lifting non Ablativo secondo la tecnica del dottor Fippi. Anche in questo caso non si deve incidere la cute, non si devono mettere punti, non si deve fasciare o medicare la parte con bende o cerotti. Si faranno sublimare solo le cellule morte dello strato corneo superficiale in punti grandi al massimo mezzo millimetro quadrato e sparati l'uno dall'altro da una superficie uguale a quella dell'area sublimata. Articoli e interviste al Prof. Giorgio Fippi, ideatore della Chirurgia non Ablativa sono presenti sul mensile "La Pelle", sulle pagine di quotidiani nazionali.
[Componente di FrontPage Salva risultati] Dalla foto si apprezza la totale assenza di coinvolgimento dei tessuti circostanti l’area trattata, pur essendo questa una zona particolarmente delicata. Si dovrà avere sempre l’accortezza di agire su aree non contigue per consentire lo smaltimento dei vapori della sublimazione del materiale che stiamo asportando e per evitare il benché minimo surriscaldamento della parte. Ricordiamo al paziente di tenere chiusi gli occhi durante il trattamento per evitare il contatto con i fumi di sublimazione che potrebbero irritare la cornea, anche se non vi è alcun reale pericolo in caso di contatto, solo un antipatico bruciore. Si osservi che la parte trattata, in molti soggetti, anche dopo alcuni mesi, si presenta leggermente più chiara dei tessuti circostanti. Questa lieve differenza di colore tende a normalizzarsi, anche se con ovvie differenze individuali, in circa un anno, trascorso il quale non si apprezzeranno differenze con i tessuti circostanti. Da quanto su esposto si comprende quanto con la Chirurgia non Ablativa si sia semplificato ed ottimizzato il trattamento  di questo diffuso inestetismo. Oggi sono sempre più numerosi i pazienti che vogliono evitare l’intervento tradizionale e la sala operatoria.
La sublimazione dei tessuti epidermici operata dal plasma (gas ionizzati dell'aria) e, realizzata grazie al FELC, ci consente di intervenire con successo su questi inestetismi. - La tecnica da eseguire è quella "Spray" in quanto se operassimo con la tecnica "Spot" avremmo un accorciamento con aumento di spessore della parte trattata. - Una volta escluse dal trattamento tutte le lesioni a rischio, potremo trattare allo stesso modo sia le iperpigmentazioni epidermiche sia quelle dermiche.
La sola differenza consisterà nel fatto che le iperpigmentazioni dermiche dovranno essere trattate più volte e per un numero di volte proporzionale alla loro profondità. - Infatti, se insistessimo durante la seduta fino a veder sparire la macchia, produrremmo degli inestetici avvallamenti che si andrebbero a sommare a quelli che sono già presenti in molte macchie dermiche. - Il trattamento con il FELC è estremamente semplice e di grande effetto.
Appena finito di trattare la parte con la tecnica "Spray", effettuata con passate molto rapide a sfiorare appena la cute senza mai toccarla, vedremo la nostra macchia colorata in grigio scuro per il carbonio depositato. - Ora applicheremo sulla macchia del cotone intriso con abbondante acqua distillata e disinfettante al benzalconio in uguali proporzioni. - Con dei delicati movimenti a X del cotone si asporteranno i residui carboniosi e la cute apparirà dello stesso colore di quella circostante.
Se si osservano queste regole elementari si evita di arrossare la parte o peggio di farla sanguinare, rovinando l'effetto scenico di una macchia che scompare senza reliquati.
Rughe da espressione di vecchia data e discheratosiche, se trattate con filler, sollevato il fondo, presenterebbero due antiestetici cordoncini callosi ai lati, dovuti ai due margini che, urtandosi nel tempo, si sono trasformati in una pseudo callosità.
La mia tecnica consiste nel trattare i soli margini senza coinvolgere il fondo della ruga, permettendone il sollevamento.
Nel caso di piccole rughe d’espressione molto datate e dai bordi discheratosici, nel “codice a barre” di vecchia data e nelle piccole cicatrici lineari post traumatiche, si effettueranno degli spot puntiformi con il FELC a bassa frequenza e potenza concentrata a bassa energia per non coinvolgrere il derma.
Devono essere trattati solo i margini della ruga e gli pseudo cordoni laterali allargandoci a zig zag verso la ruga parallela. - Si deve evitare di disegnare con i depositi carboniosi delle antiestetiche barre parallele lasciando tra una ruga e l'altra una zona di colore diverso. - Ricordiamoci che stiamo effettuando un intervento di dermatologia estetica e non possiamo creare inestetismi anche se momentanei. - Si può applicare del fondotinta e riprendere immediatamente la propria attività.
Tre o quattro giorni dopo il risultato sarà perfetto e si manterrà per molti mesi o anni, in base alla mimica del soggetto. - L’effetto è immediato ed estremamente gratificante. - Non si deve fare anestesia o applicare medicazioni. - Unica accortezza lavare la parte con del sapone di Marsiglia ed asciugare la parte tamponando con asciugamano pulito e asciutto. - Poi si disinfetterà la parte con de disinfettante a base di benzalconio reperibile in qualsiasi farmacia.
Il Needle Shaping è una tecnica non invasiva che rientra in quel grande capitolo della Chirurgia non Ablativa messa a punto dal prof. Giorgio Fippi.
Grazie a questa tecnica, oltre ad aumentare le volumetrie carenti con la ricostruzione volumetrica autologa, si possono sollevare per trazione quelle parti somatiche che, sottoposte alla trazione esercitata dalla forza di gravità o alle sollecitazioni meccaniche posturali, hanno ceduto assottigliando il derma.
L'aumento volumetrico autologo consiste essenzialmente in un microscopico auto trapianto (senza espianto) di tessuto
per trazione, anche se forse sarebbe meglio parlare di auto impianto.

L'intervento si esegue mediante un sottile ago da agopuntura nel quale si fa scorrere una corrente programmabile nei parametri fondamentali (Pulse Width e Pulse Repetition Rate) miscelata con una galvanica ad alta tensione e limitata in corrente.
Queste correnti miscelate, potenziate dalla loro azione sinergica, sono regolate a un’intensità tale da non essere percepite dal paziente anche se, in certi punti particolarmente sensibili e in pazienti agofobici, possono risultare leggermente fastidiose.
Queste correnti miscelate, potenziate, hanno la funzione di disidratare leggermente le fibre elastiche del derma permettendo di agganciare all'ago fibrina elastina e collagene.
Una volta agganciati, i componenti del derma, si avvolgono con estrema delicatezza fino a ottenere una sorta di fuso di materiale autologo che è visibile al movimento dell'ago.
L'ago deve essere ruotato sia in senso orario sia in senso opposto fino a percepire la resistenza offerta dal derma alle nostre manovre.
La trazione esercitata deve essere tale da ottenere il volume desiderato di fibre, assottigliandole, ma senza mai strapparle.
I liquidi devono essere eliminati osmoticamente per deprivazione salina mediata dalle correnti, per evitare lo srotolamento delle fibre elastiche e del collagene.
La corrente elettrica deve avere caratteristiche idonee a far migrare parte dei sali interstiziali che, se presenti, altererebbero la durata nel tempo dei risultati ottenuti.
Diversamente da altre tecniche di autotrapianto, che espiantano una parte di tessuto per poi impiantarle nelle zone carenti, con il Needle Shaping ci si limita ad assottigliare la parte donatrice che riprenderà i volumi iniziali nei ventotto giorni successivi al trattamento, mentre la parte ricostruita, raggiunge volume definitivo dopo circa sette giorni per mantenerlo a lungo.
Tre sono le tecniche utilizzate con il Needle Shaping.
Arrotolamento: si infigge I'ago perpendicolarmente al solco, si ruota di 180' e dopo una breve erogazione di corrente, si solleva la parte e dopo alcuni secondi si ruota di qualche grado in senso antiorario, quindi si sfila.
La manovra va ripetuta in più punti in base alle necessità del caso.
Mediante questa tecnica si ottiene un risultato estremamente naturale.
Per estroflettere la mucosa del labbro ruotandola verso I'esterno si deve premere delicatamente con un puntale a sfera in più punti il labbro fino a trovare quello che aumenta la convessità della mucosa.
Quindi si infigge esattamente il punto trovato per creare il fuso.
Altra tecnica è quella della treccia: si utilizzano due aghi, si infigge il primo a quarantacinque gradi rispetto all'asse della ruga da trattare e dopo aver erogato le correnti miscelate, si arrotola il primo fuso senza aver sfilato il primo ago, si
infigge il secondo esattamente al centro del fuso appena formato con il primo ago e si eroga corrente per poi arrotolare il secondo fuso intrecciando le fibre del primo.
Ora si sfila il primo ago per reinserirlo nel secondo fuso e cos'ì via.
Con questi fusi perpendicolari tra loro si ottiene una treccia nel derma che permette di sollevare il fondo della depressione con un risultato duraturo nel tempo.
Ultima tecnica il piercing, l’ago va infisso sotto la parte da sollevare per poi fuoriuscire come un piercing.
A questo punto l'operatore ruota l'ago, dopo aver erogato corrente per alcuni istanti, fino a ottenere una specie di fuso nel derma, quindi ruota di alcuni gradi in senso opposto per sfilare l'ago sganciandolo dal fuso.
La tecnica piercing si utilizza per le volumetrie di labbra e zigomi.
In molti casi si deve operare una sorta di trama e ordito per evitare che il paziente, appena terminato il trattamento, con la mimica del viso, sorridendo o ammiccando, possa far srotolare il fuso appena formato rendendo inefficace il trattamento.
Il volume che dura nel tempo è quello che si osserva appena sfilato l'ago dai tessuti, poi nei minuti successivi inizia una reazione infiammatoria dovuta al trauma dell'ago. Questi volumi un po’ arrossati sono la fisiologica reazione dei tessuti
che scompare in poche ore, mentre il volume visto appena sfilato l'ago rimarrà per mesi o anni a seconda della mimica del soggetto.
Una seconda tecnica di utilizzo del Needle Shaping, permette di intrecciare le fibre elastiche del derma ottenendo dei fili di sospensione dermica con risultati strepitosi e duraturi.
Il Needle Shaping Twist & Wrap é una delle tecniche combinate per ottenere fili di trazione nel derma realizzati a partire dal derma stesso sfruttando l'intreccio e l'aggancio delle fini strutture dermiche realizzate grazie al nostro ago d'agopuntura e dalle correnti potenziate in sinergia.
Con questo impiego professionale del Needle Shaping eviteremo tutte le manovre che si fanno per inserire i classici fili di sospensione sia riassorbibili sia permanenti con tutte le difficoltà e i rischi connessi a questi materiali.
Eviteremo di incidere il cuoio capelluto, di inserire la cannula pilota e principalmente di lasciare nel derma corpi estranei riassorbibili e non.
La tecnica del Needle Shaping Twist & Wrap si applica sia per ottenere un lifting con aumento di volume (tecnica pinch) sia per liftare la cute in vari distretti.
I risultati ottenuti si mantengono per molto tempo tranne nei casi di parti soggette a sollecitazioni continue e ripetute.
Per questo i pazienti devono essere educati a evitare quegli atteggiamenti posturali e quelle abitudini che inficerebbero la durata dei risultati ottenuti.